Dove Siamo

La nostra storia parte da lontano. E probabilmente anche dall’alto… è infatti il Monte Amiata a dettare i tempi della nostra terra. Se le prime testimonianze del territorio ci sono offerte da un dipinto primitivo ritrovato nella cosiddetta grotta dell’Arciere, e databile tra il 5000 ed il 3000 a.c, è però con gli Etruschi che la regione conobbe il suo sviluppo. Posto a confine tra l’Etruria settentrionale e meridionale, visibile da tutto il territorio etrusco, l’oramai spento vulcano Amiata rappresentò, oltre che dimora, anche luogo di culto per eccellenza. Il suo stesso nome sembra provenire da Tiniatus, il monte di Tinia, la massima delle divinità etrusche, che in seguito diverrà il Giove romano. Con l’ascesa dei romani, oltre che elemento di divinazione, lo stesso divenne meta di un significativo turismo termale, grazie alla bontà delle sue acque sulfuree. È del VI sec d.c. la discesa dei Longobardi e la creazione dell’Abbazia Benedettina del San Salvatore, posta a controllo della via Francigena, collegamento tra Roma ed il nord Europa. La successiva attività di colonizzazione svolta dai monaci determinò l’inizio della fase di incastellamento del territorio: la rocca Aldobrandesca di Arcidosso, di Campagnatico, di Roccalbegna, i castelli di Porrona, Monte Antico, Potentino, Colle Massari e la stazione pontificia di Vicarello sono solamente alcune delle opere costruite nei

secoli a difesa dei possedimenti, chiaro segno dell’importanza strategica che questa zona ha rivestito nel tempo. Successivamente passata sotto il dominio senese, l’Amiata ritrovò vigore con la famiglia dei Medici, che rimarrà a lungo a dominio della zona. Il diciannovesimo secolo si caratterizza per la scoperta e lo sfruttamento delle numerose miniere presenti, fenomeno che si protrae per oltre cento anni. Terminata l’attività mineraria, di cui rimangono a testimonianza alcuni musei, la zona si convertì verso una produzione agricola di qualità, sviluppando al contempo un mirabile sistema agrituristico.
Ed è all’interno di questo territorio dalle profonde tradizioni che la coltivazione della vite si è sviluppata. Partendo proprio dagli etruschi, le cui pratiche vitivinicole sono state oggi riscoperte e riprodotte, la vite ed il vino hanno accompagnando la nostra gente anno dopo anno, colorandone i campi, imbandendone le tavole, garantendo loro la sopravvivenza grazie ad un commercio che, dapprima locale e limitato alle sole uve, oggi fornisce ad ogni angolo del mondo un vino certificato. In tal senso si ricordi il riconoscimento alla fine degli anni ’70 delle due denominazioni geografiche ricadenti sul nostro territorio, che possono essere individuate come precursori della Doc Montecucco, la quale prende forma definitiva con l’acquisizione del riconoscimento della Denominazione di Origine nel 1998.

 

dove siamo