14-04-11 - TRE BICCHIERI GAMBERO ROSSO - LA MAREMMA RILANCIA CON UNA NUOVA DOCG E UNA DOC

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TRE BICCHIERI GAMBERO ROSSO
14 aprile 2011

LA MAREMMA RILANCIA CON UNA NUOVADOCG E UNA DOC
Domani la pubblica audizione che conclude un iter durato anni. La soddisfazione del Consorzio e le nuove chance di mercato.

Due nuove denominazioni in arrivo in provincia di Grosseto: Maremma Toscana Doc e Montecucco Sangiovese Docg. Una promozione nel segno della qualità per i vini prodotti alle pendici del monte Amiata, che consentirà ai produttori di guardare con rinnovata fiducia ai mercati e magari con un pizzico d’orgoglio ai più blasonati cugini del Brunello, del Morellino di Scansano, del Nobile di Montepulciano e del Chianti. Il Comitato nazionale vini di mercoledì e giovedì prossimo dovrà dare il via libera ai disciplinari. “Siamo ai passaggi finali di questa avventura – dice a Tre Bicchieri l’assessore provinciale allo Sviluppo rurale, Enzo Rossi – ma siamo consapevoli che nasce una nuova opportunità di mercato”. La Doc Maremma Toscana deriva dalla trasformazione dell’Igt Maremma Toscana (nata nel 1995) e prevede le tipologie Maremma Toscana Bianco, spumante, passito e vendemmia tardiva; Maremma Toscana Roso, anche passito e novello, rosato, passito (con la menzione di un vitigno), vendemmia tardiva (con la menzione di un vitigno). Per il Montecucco Sangiovese la Docg arriva dopo tredici anni dall’ottenimento della Doc e dopo due anni di incontri ul disciplinare di produzione, che eleva da 85% a 90% la percentuale di Sangiovese e riduce la resa di uva da 9 a 7 tonnellate per ettaro. Nella Doc Montecucco, invece, l’uscita del Sangiovese porterà all’ingresso di tre nuove tipologie: Rosato, Vin Santo e Vin Santo occhio di pernice. “Domani avremo la pubblica audizione e poi potremo esultare per questo risultato”, annuncia a Tre Bicchieri Claudio Tipa, Presidente del Consorzio di tutela che rappresenta 52 aziende su circa 70, 500 ettari di vigneto su una superficie complessiva di 750-800 ettari nel territorio di sette Comuni, e circa 1.2  milioni di bottiglie su una produzione complessiva annua di 1.8 milioni. “Vogliamo investire nel nostro Sangiovese, che in questi territori si caratterizza in modo particolare”, tiene a sottolineare Tipa. Che non nasconde i prossimi obiettivi: “Siamo già presenti nei principali Paesi ma vogliamo far bene soprattutto nei mercati emergenti, la Cina su tutti, dove sono convinto che il Montecucco troverà il suo spazio”.